Monte San Giorgio patrimonio UNESCO

Una giornata nella regione

Un suggestivo percorso nella natura alla scoperta delle cave di Arzo e dell’anfiteatro naturalistico.
Un salto nel passato al parco archeologico di Tremona dove si trovano le rovine medievali.
Un sentiero nel bosco conduce a Meride, paesaggio dal suo fascino e ben conservato. Qui troviamo il museo dei fossili del Monte San Giorgio patrimonio mondiale UNESCO.
Da ultimo la terrazza panoramica dove ammirare la parete di roccia con le sue stratificazioni.

Per l’escursione di questa giornata di circa 6 chilometri, è bene indossare calzature adatte.

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Le cave di marmo di Arzo

1) Andiamo alla scoperta delle cave di marmo seguendo il sentiero e la segnaletica di colore azzurro.

Questi sono luoghi che raccontano il duro lavoro dell’uomo quali cavatori e scalpellini che per lungo tempo hanno estratto il famoso marmo di Arzo.
Il complesso delle cave è situato a poca distanza dal Monte San Giorgio, patrimonio UNESCO dal 2003.


All’epoca, questa stupenda pietra era molto richiesta per realizzare colonne, altari e fonti battesimali. Ancora oggi visibili nelle chiese del Canton Ticino, Svizzera interna e Italia.
Il martello e lo scalpello erano gli strumenti principali per l’estrazione a mano della pietra.


Un’importante evoluzione ci fu nel 1925 con l’introduzione della sega a filo. Un sistema di ruote teneva in tensione il filo a circuito chiuso, in funzione giorno e notte che bagnato con acqua e sabbia tagliava i blocchi di pietra.
Siccome non vi era corrente elettrica per azionare il filo, fu acquistato un motore diesel da una ditta germanica. Per il taglio, si usava acqua piovana raccolta in fosse impermeabili.

Per il trasporto a valle dei blocchi che raggiungevano anche un peso di 15 tonnellate, veniva usato un carro particolare, chiamato “car matt”, con ruote anteriori più grandi per evitare che i blocchi di marmo cadessero durante la discesa.


Per la rifinitura del marmo ed esaltarne il suo magnifico colore, con un ferro si dava la prima sagoma alla pietra. Di seguito la si fregava a mano con materiale per levigare. Prima si passava della sabbia di fiume con la pietra pomice, poi una volta sciacquata si ripeteva l’operazione con sabbia più fine.
Infine si dava una particolare cera, lucidatura affidata alle donne.

Immersi nella natura, circondati da rocce dai mille colori che sembrano dipinte da una magica mano, vi sentirete come in un altro pianeta, ma la realtà è che queste meraviglie sono nel nostro pianeta.

Tempo di percorrenza circa un’ora e mezza.

Anfiteatro naturalistico

2) Al termine del percorso delle cave di marmo, troviamo l’anfiteatro naturalistico. Un progetto che ha permesso di valorizzare l’antica cava di ghiaia rossa.

Questo stupendo spazio all’aperto valorizza del luogo valori storici e naturalistici. Qui si accolgono eventi teatrali e musicali, prevalentemente serali.

Uno spazio espositivo “antico laboratorio”, realizzato dal Patriziato di Arzo permette di ammirare vecchi macchinari utilizzati per l’estrazione del marmo.

In questi luoghi, riportati oggi alla luce, raccontano la storia di genti che qui hanno svolto un duro lavoro e sacrifici.

Parco archeologico di Tremona

3) Dopo la visita alle cave di marmo in circa 20 minuti a piedi, si raggiunge Tremona. Presso il municipio, all’info-point si possono ritirare a noleggio gli occhiali 3D per un’esperienza reale-virtuale percorrendo l’interno del parco archeologico.

Dall’info-point proseguire a destra e in 10 minuti si raggiunge la collina dove si trova il parco.


Grazie ad un accurato lavoro dei volontari dell’Associazione ricerche archeologiche del Mendrisiotto che per anni hanno scavato in questo luogo, oggi è ben visibile questo gioiello.
Circondate da mura perimetrali, i resti di 50 abitazioni e una chiesa sulla sommità della collina.


Strategica la posizione dal punto di vista che si apre verso sud, abitato per più di 6’000 anni. Quando poi fu abbandonato, la vegetazione prese il sopravvento cancellando ogni traccia.

All’interno del parco alcuni pannelli illustrativi ricostruiscono la vita quotidiana di questo villaggio medievale e con gli occhiali 3D è possibile muoversi in una dimensione quasi reale, una straordinaria avventura.


Di sicuro questo parco è l’unico nel suo genere nel Canton Ticino.
Si è stabilito che le case erano molto piccole e di forma rettangolare costruite con la pietra del luogo e il tetto in piode, il pavimento in terra battuta e come giaciglio della paglia.
Il tavolo di legno posto su cavalletti e ganci alle pareti per appendere gli abiti.
Un focolare veniva acceso al centro del locale per cucinare cibo e riscaldarsi.
Non vi era né l’acqua corrente né tantomeno servizi igienici.


Mediante appositi martelli e scalpelli si estraeva e modellava la pietra per la costruzione delle piccole abitazioni. Le cave nelle vicinanze fornivano la calce che di seguito veniva mescolata con sabbia o ghiaia da fiume e acqua. Questo impasto serviva per legare la pietra della costruzione e una semplice impalcatura di legno legata con corde permetteva la posa dei blocchi di pietra.


L’alimentazione era molto variata, dai cereali, come orzo, segale e frumento. Il farro e l’avena erano coltivati nel villaggio. La frutta in particolare quella secca, come noci, nocciole, pere, mele, raccolte nei boschi nelle vicinanze, veniva conservata in sacchi di fibra vegetale. Carne bovina, caprina, di maiale, gallina e pesce, poiché ritrovamenti di ossa e lische carbonizzati sono stati recuperati e grazie a questi ritrovamenti è stato possibile ricostruire la dieta alimentare.

Questo parco archeologico ricco di storia sorprende e affascina regalando una conoscenza indelebile.

Meride e il museo dei fossili del Monte San Giorgio

4) Lasciamo il parco archeologico e scendiamo alla sua destra tra i boschi. In circa 20 minuti si raggiunge la collina dove fa bella mostra di sé il paese di Meride.


Questo villaggio con le sue viuzze, la fontana con la sua piazzetta, portali e cortili, sono un patrimonio ereditato dal passato.
A metà della via principale si trova il moderno museo dei fossili del San Giorgio. Questa splendida struttura accoglie una raccolta di fossili di animali e piante provenienti dai giacimenti del monte, oggi iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Questo villaggio è pure stato la patria di scultori, pittori e stuccatori.
Una splendida vista si estende ai piedi del villaggio con distese di vigneti, frutteti e campi di grano.

Terrazza panoramica


5) Uscendo dal villaggio, in direzione Serpiano, proseguiamo fino alla chiesetta che si trova a bordo carreggiata e a pochi metri, scendendo sulla sinistra, si raggiunge la terrazza panoramica.


Qui si può ammirare la parete di roccia alta 20 metri con le sue stratificazioni che si sono formate negli anni. Ogni metro di roccia corrisponde a circa 3’000 anni e la sua formazione nel corso di circa 60’000.

Da qui ritornare a Meride e dopo la piazzetta con la fontana scendere a destra tra i vigneti. Buon rientro!

Come arrivare

In auto uscire dall’autostrada a Mendrisio e proseguire in direzione di Arzo, giunti alle cave che si trovano a sinistra, lasciare l’auto lungo la strada sulla destra. Il percorso del giro delle cave inizia a lato della cava, dove si trova il cartellone con la piantina.

Con il treno scendere alla stazione di Mendrisio e proseguire con l’autopostale in direzione di Meride e scendere alla fermata “Arzo, bagno spiaggia”.

Grotti ed osterie

a) Grotto Monte San Giorgio
b) Antico Grotto Fossati
c) Osteria La Guana
d) Antica Osteria Tremona
e) Bar l’Incontro


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